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libertà di chiesa e stato

Secondo Wikipaedia la frase LIBERA CHIESA IN LIBERO STATO originalmente ERA in latino (Ecclesia libera in libera patria) fu utilizzata per la prima volta da Charles de Montalembert (1810 – 1870) politico, giornalista, storico e filosofo francese, teorico del cattolicesimo liberale che la incisa all'interno del suo castello di La-Roche-en-Breuil.

In occasione di un suo intervento al parlamento del 27 marzo 1861, che portò alla proclamazione di Roma come capitale del regno d'Italia, fu il conte di Cavour ad utilizzarla in Italia introducendo nel nostro paese il concetto di Stato Separatista: uno stato separatista è uno stato totalmente laico nella sua struttura che non ammette interferenze di confessioni di nessun tipo e allo stesso tempo non si occupa di questioni di tipo religioso.
Si identifica nella maggioranza dei casi con lo stato moderno occidentale, maturato tra fine '700 e inizio '800 sulla spinta giusnaturalistica e illuministica. Prima dello sviluppò del concetto di “Stato Separatista” valeva in Europa quello di “Cuius regio, eius religio ("Di chi [è potere esercitato sulla] la regione di lui [sia praticata] la religione"), espressione (anche essa latina) che indicava – all'epoca della fine della guerra di religione innescate dalla riforma protestante – l'obbligo del suddito di conformarsi alla confessione del principe del suo stato, fosse essa protestante o cattolica.

Precedentemente (ossia dalla adozione del cristianesimo come religione di stato dell’inpero) il concetto europeo era che la legittimità politica derivava da quella religiosa, ma questo ci porterebbe troppo lontano (NB alcune religioni – per meglio dire VERSIONI delle stese – non ammettono il principio e tuttora pretendono una secondarietà del poter politico rispetto alla religione organizzata). Al contrario nella antichità la religione era ETNICA e quindi sorgeva dalla organizzazione politica, vedi l’organizzazione sacerdotale romana

Pubblicato il 10/8/2010 alle 14.6 nella rubrica diario.

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