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il Purgatorio

diario 20/3/2009

La questine Purgatorio è spesso confusa da chi la vuole chiarire, spero di non essere tra questi.

In genere la chiesa cattolica, principale sostenitrice del Purgatorio, fa risalire a Paolo di Tarso la base dottrinale di tale credenza: " Nessuno infatti, può porre altro fondamento che quello che è stato posto, cioè Gesù Cristo. Ora, se uno costruisce sopra questo fondamento con oro, argento, pietre preziose, legno, fieno, paglia, l'opera di ciascuno si renderà manifesta; infatti, il giorno la renderà manifesta, perché si rivelerà nel fuoco e il fuoco proverà quel che vale l'opera di ciascuno. Se l'opera di qualcuno che ha costruito sopra rimarrà, egli ne riceverà ricompensa; se l'opera di qualcuno invece sarà consumata dal fuoco, ne avrà danno, però si salverà, ma come attraverso il fuoco." 1 Corinzi 3,11-15)
 
La Chiesa Cattolica, attraverso la sua pratica di intercessione per i defunti, manifesta sin dalle origini la sua fede nel Purgatorio, come riscontrabile da vari testi patristici. Ad esempio, nel Pastore di Erma, un testo del II secolo, vi sono chiari ed espliciti riferimenti ad uno stato, successivo alla morte terrena, in cui è necessario purificarsi prima dell'ingresso in Paradiso. Questo testo paleocristiano di genere apocalittico, è occasionalmente considerato canonico da alcuni dei primi padri apostolici. Nasce intorno al 140 d.C. sul fronte interno alla comunità cristiana, probabilmente a Roma: risponde a un problema della remissione dei peccati post battesimali. Il Canone muratoriano dà notizia del testo e del suo uso ecclesiastico, ma lo pone esplicitamente fuori canone biblico. Comunque affronta un importante problema: remissione dei peccati post-battesimali. Con l'aumento dei credenti e per la fragilità dell'uomo si verificano casi di gravi colpe che portavano alla scomunica dei colpevoli (i peccati si rimettevano solo col battesimo). Per trovare rimedio per le colpe post-battesimali Erma ricorre alla rivelazione divina che vuole comunicare a tutti: parla di una 2^ possibilità di perdono (per rendere autorevole il messaggio c'è bisogno di una rivelazione divina affidata all'angelo rivelatore, detto anche della Penitenza nelle vesti di un Pastore - di cui il nome dell'opera).

D'altro canto l'unica attestazione biblica si può trovare nel Secondo libro dei Maccabei. Questo testo rientra tra i libri deuterocanonici dell'Antico Testamento e, per questo motivo, i Protestanti e gli Ebrei lo considerano apocrifo, quindi non ispirato da Dio. In tale libro appare, oltre alla fede nella risurrezione, la certezza che l'offerta di un sacrificio possa servire davanti a Dio per l'espiazione di un peccato.

Durante il concilio di Firenze, in risposta al passo paolino sopra riportato, che i vescovi delle chiese occidentali adducevano a sostegno della esistenza del Purgatorio (1Cor 3,11-15), gli esponenti ortodossi obiettarono: "L'Apostolo divide tutto ciò che è costruito sul fondamento proposto (Gesù Cristo) in due parti, ma non suggerisce mai una terza parte come fosse una fase intermedia. [..] La vostra dottrina avrebbe forse qualche fondamento se (l'Apostolo) dividesse le azioni cattive in due generi: un genere purificabile da Dio e l'altro degno della punizione eterna. Ma egli non ha fatto tale divisione. [..] Attribuendo al fuoco il potere di distruggere tutte le azioni cattive, ma non chi le fa è evidente che san Paolo non parla del fuoco del purgatorio, che, come pare dalla vostra opinione, non concerne tutte le azioni cattive, ma solo i piccoli peccati." Pertanto la Chiesa Ortodossa de jure non accetta la esistenza del Purgatorio, ma in realtà tradizionalmente prega per i morti, chiedendo a Dio che mostri loro la sua misericordia ed il suo amore.

In modo più specifico, la dottrina del Purgatorio venne definita dal secondo Concilio di Lione del 1274, da quello di Firenze del 1438 e infine ribadita nel Concilio di Trento, nel 1563. Chiaramente solo il primo è precedente a Dante. Dante teologo? Questa domanda ha una risposta affermativa, che magari può stupire lo studente delle scuole medie. Ma moltissimi sono I riconoscimenti di questa qualifica a Dante. La prima volta che io l'ho incontrata era in un libro di H.U. on Balthasar, considerato uno dei precursori del Concilio Vaticano II, al quale non fu tuttavia invitato, unico fra i grandi teologi mitteleuropei, un'operetta minore. Ma la qualifica di teologo a Dante fu già attribuita allo stesso da Raffello: sulla parete opposta alla Scuola di Atene, in corrispondenza con la Teologia, è l'affresco della cosiddetta Disputa del SS. Sacramento, il cui titolo dovrebbe essere più propriamente quello di Trionfo della Religione. Tra I tanti personaggi si riconoscono alcuni personaggi storici: si riconoscono i ritratti di Sisto IV (zio di Giulio II) nel pontefice più a destra, di Dante Alighieri alle sue spalle, del Beato Angelico nel frate all'estremità sinistra. Secondo frà Di Marcantonio la qualifica di teologo al Sommo Poeta in tmpi moderni u riconosciuta da Papa Montini: "[Dante è un] teologo. Lo ha scritto in una splendida lettera Paolo VI alla fine del Concilio Vaticano II. Lo chiamò 'signore dell'altissimo canto' e esaltò la teologia che intride la Divina Commedia".

La dottrina cattolica afferma che coloro che muoiono nella Grazia di Dio, senza però essersi completamente purificati, sebbene siano certi della loro salvezza eterna, vengono sottoposti, dopo la loro morte, ad una purificazione, al fine di ottenere la santità necessaria per entrare nella gloria del Cielo (cioè il Paradiso). Tale purificazione consiste nelle medesime, dolorose pene infernali, con la differenza che le pene del Purgatorio hanno un termine (al contrario di quelle infernali, che sono eterne), e inoltre sono stemperate dalla luce della Speranza Divina che scende dal Paradiso. Per questo, le anime del Purgatorio sono in perenne e continua preghiera, che li aiuta a sostenere la pena della purificazione.

La Chiesa chiama Purgatorio questa purificazione finale degli eletti, che, dunque, è tutt'altra cosa dalla pena eterna dei dannati (cioè l'Inferno), che morirono da peccatori (come le anime del Purgatorio) e anche fuori della Grazia divina.

In suffragio dei defunti la Chiesa raccomanda ai viventi la preghiera, la celebrazione di Sante Messe per i defunti e la pratica delle indulgenze che accese lo scisma luterano. Infatti, la dottrina cattolica afferma che tali preghiere dei vivi in favore dei morti muovono la misericordia di Dio, ripagando dunque la Giustizia e diminuendo cosi il tempo di permanenza delle anime nel Purgatorio.

Come sostenuto (tra tanti altri) dallo storico Jacques Le Goff, ne "La nascita del Purgatorio", tale dottrina si affermò piuttosto tardi nella Chiesa Cattolica, inizialmente come fuoco purgatorio, e successivamente strutturandosi sel paradigma dantesco man a mano che lo sviluppo dei commerci e i miglioramenti economici rendevano necessario integrare nella comunità anche quei "peccatori di mestiere", come banchieri o mercanti, dai quali in definitiva ne dipendeva la prosperità.

La sistemazione del concetto avviene attorno al 1500 coll'importante contributo di una donna: Caterina Fieschi Adorno, o Caterina da Genova (1447 - 1510), una religiosa e mistica italiana proclamata santa da papa Clemente XII; è conosciuta anche con il titolo di Dottoressa del Purgatorio, per essere stata l'autrice del "Trattato del Purgatorio".

 


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permalink | inviato da albertolupi il 20/3/2009 alle 17:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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