.
Annunci online

quattrogatti

i terremoti, gli antichi ed i moderni

diario 7/4/2009

Ci sono moltissimi auguri da fare all'occasionale lettore di questa pagina. E tutti talmente ovvi da non avere bisogno d'essere nominati. Se parlo dell'augurio di non avere mai bisogno d'una TAC od una Risonanza Magnetica è perché la cosa mi permette, nel caso dovesse farla comunque di dargli un consiglio. Che è quello di cercare di farla in uno scanner aperto. Oddio tanto aperto non è, ma ci si può grattare il naso.
Adesso debbo ovviamente difendermi dalla idea che solo un pazzo può avere l'idea che grattarsi il naso durante una TAC sia importante. Ma lo è perché consente di avere un minimo di controllo. Una frazione infinitesimale sulla propria vita.
Leggendo le notizie sul terremoto ho pensato ch essere in un terremoto è nell'attino forse peggio che essere coinvolto in una guerra. In una guerra uno può decidere se essere eroe o vigliacco, in un terremoto proprio no.

Delle polemiche seguite alla previsione del recente sisma non so cosa pensare, quanti annunci sono stati fatti e non sono stati verificati e sono stati dimenticati, leggo che «In Svizzera assicuriamo tutto, ma non i terremoti», perché la previsione dei terremoti, come quello che ha colpito l'Abruzzo, è una scienza complessa e per nulla esatta. E l'unico modo per proteggersi da tali disastri, spiega il direttore del Servizio sismologico svizzero, Domenico Giardini, è costruire edifici adeguati. Che è proprio ciò che si fatica a concepire in Svizzera. Cavolo! Quindi non è che in Italia siamo poi così indietro.
Naturalmente la mia opinione è che il nostro paese dovrebbe essere allineato all'incirca se non al Giappone alla California. Ma è evidente che l'enorme patrimonio architettonico di 10 20 secoli è qualcosa di quasi impossibile da mettere in sicurezza.

Una altra cosa che è interessante, sui terremoti è il fatto che essi sono legati all'idea di solidità e ne sono al contempo la negazione, nulla ci appare così stabile come l'aspetto del pianeta, con i suoi monti laghi eccetera.
Inoltre solo a popoli sedentari, quindi con costruzioni erano affetti da terremoti nell'antichità popoli nomadi quale quello ebraico poteva accontentarsi di immaginare il nostro pianeta come una tavola situata sotto una volta celeste a forma di tenda.
Su questo sono concordi tutti gli strumenti che si possono consultare; in italiano vi è il pregevole studio di Schiaparelli, "L'astronomia dell'antico testamento" (U. Hoepli Editore, Milano 1903), e il volume di Ricciotti, "La cosmologia della Bibbia" (Morcelliana, Brescia 1932)secondo la cosmologia biblica – che è estremamente semplicistica anche rispetto ai tempi antichi: «La terra era una distesa di forma circolare, attorniata da ogni lato dal mare inferiore; non era tuttavia una zattera che fluttuasse sulle acque, ma una specie di piattaforma saldamente basata su colonne chiamate fondamenta della terra». Questo fece sì che tale religione  - a differenza di quanto vedremo dopo – non associase al terremoto la divinità: “Ed ecco passare il Signore preceduto da un forte vento che spianava i monti e spezzava le pietre, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento, un terremoto. Dopo il terremoto, un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. E dopo il fuoco una voce di silenzio lieve ('qol dmamà daqqà'). Quando Elia la udì si coprì la faccia col mantello...”


Al giorno d'oggi la spiegazione più comune del terremoto è che si tratti della liberazione in pochi secondi di energia accumulata nelle zone di contatto tra le aree più solide della crosta terreste, chiamate cratoni, le quali si agganciano per un certo periodo di tempo e poi scattano l'una rispetto all'altra. La teoria globale della dinamica della crosta terrestre è chiamata “tettonica a zolle” e lega terremoti, attività vulcanica e cambiamento dell'aspetto del nostro pianeta. In accordo con essa ogni 300-500 milioni di anni tutte le tere emerse si uniscono in supercontinenti e poi si dividono. Il terremoto di S. Francisco del 1906 è attribuito ad un rilascio dell'energia che s'era accumulata nella Faglia di S. Andrea. Mentre i vari terremoti in Italia derivano dal fatto che la penisola è spinta dall'Africa verso i Balcani.

Nell'antichità i miti e le leggende parlavano di animali che vivevano sottoterra, mentre altre volte la spiegazione era cosmologica, ossia legata a quella dell'universo stesso, nella mitologia indù ad esempio s'immaginava che otto elefanti fossero impegnati a fare da pilastri alla Terra, appoggiati ad una tartaruga se non erro. Quando uno di loro si stancava scuoteva la testa (come in effetti fanno i pachidermi) causando il terremoto.
La fantasia non aveva limiti per definire gli animali venivano deputati a portare la Terra sul dorso: fra questi vi erano la tartaruga acquatica (in versione senza elefanti) e un enorme pesce-gatto che viveva nel fango sotterraneo dove ogni tanto si agitava producendo un sussulto della Terra sovrastante.
Un mito riguardante un focoso gigante sotterraneo che quando si accoppiava con la sua amata generava un terremoto, era poi abbastanza in linea con l'osservazione che i terremoti, in area mediterranea almeno, sono spesso in aree vulcaniche.

Con l’avvento del Cristianesimo il fascino delle spiegazioni mitologiche continuò, rafforzando l’alone di mistero e di magia che accompagnava il fenomeno. Le cronache parlano di terremoti che seguivano al martirio di santi durante le persecuzioni dei cristiani e si legge negli scritti medioevali che la morte e resurrezione di Gesù Cristo furono accompagnate da due violenti terremoti. La stessa fine del mondo è preannunciata da profezie apocalittiche collegate a sconvolgimenti tellurici. Ultimo fra questi fù il terremoto che colpì Lisbona, ed una gran parte dei paesi affacciati sull'Atlantico, il mattino del 1° novembre 1755 scosse la Cristianità non meno di quanto fece sobbalzare il suolo del Portogallo. I pii abitanti della capitale si trovavano in quel momento in chiesa a celebrare il giorno di Ognissanti e la chiesa crollò loro addosso. Coloro che si salvarono fuggirono sulla spiaggia giusto in tempo per essere travolti da enormi ondate (uno tsunami) provenienti dall’Atlantico. Una buona parte della pubblicistica Cattolica più retriva dette ai sostenitori del sistema galileiano la colpa d'avere scatenato l'ira divina, mentre altri fecero risalire la causa del terremoto sempre alla punizione divina, ma questa volta  per il massacro degli indios. Una interessante versione delle pretese spiegazioni “collera divina” parrebbe essere questa: l'invenzione del parafulmine metteva i reprobi al riparo della retribuzione celeste in quanto impediva al padreterno di punire il rio con un fulmine e quindi dovette ricorrere al terremoto... potenza di certe idee della fede!

Se la collera del dio offeso, la foga copulatoria di un dio voglioso o altre ingenue storie mitologiche furono acriticamente accettate per millenni, dai più sempliciotti tra i nostri antenati, come cause fondamentali dei terremoti non tutti gli antichi si lasciarono suggestionare da miti e leggende: i primi a cercare nella “natura” le cause dei terremoti furono gli astronomi babilonesi i quali credevano che ci fosse una relazione tra l’allineamento del Sole e delle stelle e l’incidenza dei sismi sulla Terra. Plinio il Vecchio, nelle pagine del libro secondo della Naturalis Historia dedicate ai terremoti riporta che: “Le dottrine babilonesi ritengono che anche i terremoti e gli sprofondamenti del suolo, come ogni altra cosa, siano guidati dall’influsso degli astri e, in particolare di quei tre cui viene ascritta la folgore; ciò avverrebbe, però, quando essi si muovono insieme al sole, o sono in congiunzione con lui, e in particolare verso le quadrature celesti”. Anche nella Grecia classica i fenomeni sismici furono investigati nell'intento di attribuir loro una spiegazione razionale. .Sempre secondo il sopra riportato Plinio: “... si attribuisce [nel campo della scienza dei terremoti], se lo crediamo, una gloriosa e imperitura capacità divinatoria allo scienziato Anassimandro di Mileto; egli, si racconta, avvertì gli spartani di controllare la città e le case, perché era imminente un terremoto; ed ecco che tutta la città loro fu rasa al suolo e una grossa parte del monte Taigeto, che sporgeva a mò di poppa, si stacco e schiacciò quel disastro con un crollo supplementare. Si attribuisce anche a Ferecide, il maestro di Pitagora, una previsione diversa, ma essa pure divina, egli avrebbe presentito e preannunciato ai concittadini, attingendo l’acqua di un pozzo, un terremoto”.

I filosofi greci individuavano nei quattro elementi la causa prima dei terremoti. Talete ad esempio immaginava che la Terra galleggiasse sull’acqua e quindi i terremoti non erano altro che il riflesso del moto ondoso. Per altri la causa dei terremoti era da ricercarsi nell’aria, nel fuoco interno al pianeta o nella secchezza della terra.

Aristotele chiuse 'definitivamente' la controversia sull’origine dei terremoti affermando che gli improvvisi movimenti della Terra erano provocati da “esalazioni secche” racchiuse al suo interno che cercavano con violenza una via d’uscita, in pratica sacche di gas che per pressione rompevano la crosta. L’autorità del grande maestro di Stagira era tale che le sue affermazioni rimasero indiscusse per secoli. In mancanza della conoscenza della reale dinamica dei moti della crosta terrestre non può non sorprendere come questo concetto di rottura della crosta sia vicino alla realtà. Le polemiche sul recente terremoto abruzzese sono anche legate a rilevamenti di gas, e spesso dopo un terremoto questo era avvertito anche nell'antichità.

Il 16 novembre 1570 un terremoto colpì Ferrara (che all'epoca stava appena ritracciando dal suo apogeo di capitale rinascimentale) ed il pavese Stefano Breventano decise di scrivere un Trattato del Terremoto, un trattato mai pubblicato e conservato manoscritto presso la Biblioteca Ambrosiana. Dopo qualche tentativo in cui pare che l’autore si avvicini (almeno nell'opinione di un ricercatore che questo testo ha consultato) alla geofisica, la conclusione è drastica: “la principal causa de i terremoti è Iddio”. Meglio forse del risveglio del pesce gatto gigante addormentato sul fondo del Mar del Giappone, ma in considerazione del fatto che il rinascimento è già avvenuto un po' poco.

Solo in anni molto recenti, ossia verso la metà del Settecento in seguito al già ricordato terremoto di Lisbona si tentò di dare una giustificazione scientifica all’origine di questo fenomeno.
Si scontrarono a quel tempo due orientamenti antitetici: quello dei “fuochisti” e quello degli “elettricisti”. Per i primi i terremoti erano determinati da fuochi di origine vulcanica – di nuovo quasi esatto, per i secondi invece erano prodotti da scariche elettriche.
Quello che segue è storia dela geologia che non è scopo di questo scritto.

   


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. storia naturale

permalink | inviato da albertolupi il 7/4/2009 alle 22:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Blog letto1 volte

Categorie
tags
massoneria indoeropei pubblica istruzione storia letteratura italiana chiesa musica linguistica astroomia psicologia cultura iter letteratura religione cultura classica economia capitalismo liberalismo giovani italia cristianesimo relgione teologia turismo antimodernismo economia scuola scienza storia dell'arte storia naturale riforma protestante assolutismo mucica classica romanticismo italiano comunismo eritrea sacerdozio clasici filosofia e scienza quota legislazione luoghi mitici storia romana metafisica grecia antica fisica politica politica italiana
Link
Questa pagina non costituisce testata giornalistica, non ha, comunque, carattere periodico essendo aggiornato secondo la disponibilità e la reperibilità dei materiali ivi contenuti e dall'uzzolo dell'autore. Pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della L. n. 62 del 7.03.2001. In essa segno (ossia è un log di navigazione) le cose interessanti che ho pensto in risposta a domande che vedo fare dagli utenti di siti web. È uno sguardo alla realtà dato in libertà intellettuale e senza preconcetti, con una grande curiosità… ma non “ad ogni costo”. È benvenuto chiunque sia educato e curioso. Commenti assennati saranno inegrati nelle varie voci.