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Origini

diario 22/2/2010

Un paio di domande a cui e' difficile da rispondere, dato che si riferiscono a fatti di cui non esiste un relato storico sono il perché le lettere dell'alfabeto abbiano quell'ordine e se i fondatori di Roma parlassero il latino.

Dato che (almeno ai miei occhi) tutti gli alfabeti del mondo d'oggi si assomigliano, almeno in certe cose – ad esempio uno è capace di individuare la “L” anche in ebraico ed arabo con un minimo d'attenzione, conoscendo la mim ebraica si individua la /m/ in quello che e' l'alfabeto hindi e cosi via – mi viene da pensare che, mentre la scrittura fu inventata varie volte, l'invenzione dell'alfabeto sia avvenuta una volta sola ed adattata via via alle varie lingue. Dato che ognuno copiava ha mantenuto quasi sempre l'ordine che trovava, e se c'era una ragione in origine oggi si è persa.

La palma del più antico pare andare all'alfabeto ugaritico, sviluppato in una area che oggi è a cavallo tra Turchia e Siria dagli scribi intorno al XIV secolo a.C. Che adattarono segni preesistenti a rappresentare i suoni delle lettere. Da esso derivano direttamente la maggior parte degli alfabeti moderni (greci, latini, etruschi, ebrei, arabi) e con molta probabilità ha influenzato la creazione dell'alfabeto sanscrito. Dopo la distruzione ad opera dei Popoli del mare, intorno al 1200 a.C. e la scrittura ugaritca cessò di essere usata, probabilmente si perse anche la lingua stessa, ma l'alfabeto trasformatosi in quello conosciuto come alfabeto fenicio si diffuse, col successo a tutti noto.

L'esistenza dell'alfabeto ugaritico è nota da diverse tavolette che riportano l'alfabeto completo, sempre nello stesso ordine – sicuramente questo favoriva la memorizzazione. Altre tavolette, in numero minore sono state trovate a Beth Šemeš e danno un ordine diverso, quello detto sud-arabico. L'alfabeto ugaritico, nella versione più frequente, è composto da ventisette lettere, seguite da tre lettere addizionali, in quest'ordine, secondo la trascrizione usuale (ma fidiamoci poco dei suoni di quelle coi segni sotto) delle lingue semitiche:

?a, b, g, ?, d, h, w, z, ?, ?, y, k, š, l, m, ?, n, ?, s, ?, p, ?, q, r, ?, ?, t – ?i, ?u, s`. è probabile che l'ordine fosse stabilito dalla frequenza con cui le lettere erano usate? Io ci scommetterei, ma solo perché mi pare che sia una ragione logica, che essendo l'alfabeto da imparare a memoria quel che è più usato venga prima. Nelle lingue indoeuropee la lettera più comune pare essere la E, ma in quelle semitiche mi pare si sentano un mare di A, B (v) e G!

Il nome che contrassegnava le lettere fenicie era una parola che cominciava col suono rappresentato da tale lettera; perciò 'aleph, la parola per "bue", venne adottata per il colpo di glottide /?/, bet, o "casa", per il suono /b/, e così via.

Quando i greci adottarono queste lettere, conservarono la maggior parte dei nomi fenici, adattandoli leggermente alla fonetica greca, e così ad es., aleph, bet, gimel divennero alfa, beta, gamma. Il colpo di glottide non esiste in greco e l'aleph fu libero di rappresentare la /a/.

Questi nomi non avevano alcun significato in greco, come non lo anno in italiano, se non quello d'essere il nome stesso della lettera.

 

Più semplice decidere di rispondere alla seconda domanda con un secco NO!

Una LINGUA, ovvero un insieme di vocaboli e regole grammaticali si forma dopo la creazione di un ente che lo usa. A volte – come per il francese e l'inglese – l'ente e' politico. In altri casi una comunità commerciale crea quella culturale come avvenne con la Koine' greca e con la nostra lingua italiana.
La più antica testimonianza scritta della lingua latina, (il lapis niger) è databile intorno al 575-550 a.C. Esistono iscrizioni più antiche ma non si sa quanto questo sia Latino vero e quanto quel brodo primordiale di Osco Falisco (le altre lingue he costituiscono la famiglia ciò appartiene anche il Latino) eccetera che era usato da tribù sparse. Con molta probabilità ci fu una influenza anche dell'Etrusco. Questa è dai più considerata una lingua non indoeuropea, ma data l'importanza della cultura e della potenza militare era sicuramente in grado di influenzare la piccola comunità latina. Non dimentichiamo che dei sette Re almeno gli ultimi tre sono Etruschi.
Questo porterà a molti prestiti (come ad esempio piuttosto importante quale persona pare derivare dall'etrusco fersu), e numerosi nomi di luoghi (come Tarquinia, Volterra, Perugia, Mantova, forse Parma, e un po' tutti i toponimi che finiscono in "-ena" come Cesena, Bolsena, ecc.). Altri esempi di termini di probabile origine etrusca di parole importanti sono: atrium, fullo, histrio, lanista, miles, mundus, populus, radius, subulo.
I primi tentativi di impiego del Latino come lingua letteraria risalgono al 3° sec. a.C., esperienza che si consolidò spec. dal 1° sec. a.C. al 1° sec. d.C. con autori quali Cicerone e Virgilio, e che sono il "LATINO" della scuola. L'espansione della potenza romana creò le condizioni per la diffusione della lingua nei territori conquistati, nei quali il l. parlato (il cd. volgare) - in mancanza di uno stretto legame politico avverrebbe anche per le nostre attuali lingue nazionali - evolverà differenziandosi localmente nelle lingue romanze

 


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permalink | inviato da albertolupi il 22/2/2010 alle 16:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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