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Eritrea, od il compito di geografia

diario 16/5/2010

Di tanto in tanto, anzi spesso, la rete risuona del grido di dolore di uno studente che deve fare un compito – quasi sempre banale. Incapace di usare un motore di ricerca, un'enciclopedia e la propria testa chiede aiuto. è giusto e pio rifiutare (a lui cortesia è esser villano), ma a volte si deve rispondere per fedeltà familiare e onor di patria come in questo caso quando il tema era l'Eritrea.

L'Eritrea è uno stato che si trova nella parte settentrionale del Corno d'Africa, confinante con il Sudan ad ovest, con l'Etiopia a sud e con il Gibuti a sudest. L'est ed il nordest del paese hanno una lunga linea di costa sul Mar Rosso, direttamente di fronte all'Arabia Saudita e allo Yemen. Sono parte dell'Eritrea l'Arcipelago di Dahlak e alcune isole a ridosso delle isole Hanish. Il territorio dell'Eritrea si può dividere in quattro diverse regioni dalle caratteristiche fisiche profondamente diverse: la pianura costiera, l'altopiano occidentale, la zona collinare del nord ovest e la zona delle pianure. La zona costiera si estende per oltre mille chilometri e qui, anche a causa delle alte temperature, il territorio si presenta arido. Fuori della linea costiera sabbiosa ed arida è presente l'Arcipelago di Dahlak e le relative zone di pesca. L'altopiano, la parte maggiormente abitata del paese, si innalza ad ovest della pianura costiera con un'altitudine compresa tra i 1.880 e 2.400 metri sul livello del mare. Le principali città del paese sono la capitale Asmara e le città portuali Assab nel sudest, così come le città di Massaua ed inoltre Keren nel Nord, Decamerè nel centro e Mendefera nel sud. L'Eritrea è uno Stato multilingue e multiculturale con due religioni dominanti (Islam Sunnita e Chiesa ortodossa eritrea) e nove gruppi etnici. L'Eritrea non ha una lingua ufficiale, ma nel paese vengono utilizzate quattro lingue: il tigrino, l'arabo, l'italiano e l'inglese. Il clima è caldissimo ed umidissimo, nella zona marittima. Massaua ha uno dei peggiori climi possibili (in estate almeno) mentre Asmara ha un clima mite (ragione per cui gli italiani la scelsero come loro captale). Le pendici orientali hanno precipitazioni abbastanza copiose (800÷900 mm) e temperature medie piuttosto basse. L'Altopiano ha temperature simili, ma piogge più scarse (450÷700 mm), il primo pomeriggio della prima giornata della stagione delle piogge vede spuntare l'erba in zone che al mattino erano brulle. La percentuale di popolazione urbana (19,4% nel 2005) è estremamente bassa. Oltre un milione di eritrei vive fuori dei confini del paese. L'Eritrea è uno dei paesi più poveri dell'Africa e la sopravvivenza della popolazione dipende fortemente dagli aiuti internazionali. Il guaio principale del paese è di essere sotto la dittatura di Isaias Afewerki, eletto dalla Assemblea Nazionale, composta da 150 membri, che si è costituita nel 1993, poco dopo l'ottenimento dell'indipendenza. Il presidente è al governo dallo stesso anno e non vi sono mai state libere elezioni. La parola "Eritrea" deriva etimologicamente dal greco antico erythros, che significa "rosso". Il nome "Mar Rosso" venne usato fin dall'età ellenistica.

Per l'Italia Eritrea significa la prima colonia Africana: l'inizio dell'occupazione si ebbe nel 1869, quando fu siglato con il Sultano locale l'accordo per l'acquisizione da parte dell'armatore Raffaele Rubattino della baia di Assab, allo scopo di farne un porto di servizio alle sue navi. Il governo egiziano contestò tale acquisizione e rivendicò il possesso della baia: da ciò seguì una lunga controversia che si concluse solo nel 1882. Il 10 marzo 1882 il governo italiano acquistò il possedimento di Assab, che il 5 luglio dello stesso anno diventò ufficialmente italiano. Negli anni dal 1885 al 1890 fu acquisita l'importante città portuale di Massaua (che divenne capitale provvisoria del possedimento d'oltremare) e il controllo italiano si estese nell'entroterra. Nel 1890 l'Eritrea fu ufficialmente dichiarata colonia italiana. La capitale fu portata ad Asmara che ebbe accanto ad un quartiere di caratteristiche locali un altro quartiere costruito in stile “umbertino” dagli italiani, sino a pochi anni fa intatto.

L'Italia, sul finire del XIX secolo, tentò di continuare la sua espansione verso l'entroterra (Axum, Macallè, Adua), ma il 22 gennaio 1896 gli italiani furono sconfitti ad Adua, e l''avventura coloniale finì. Col trattato di pace di Addis Abeba, che annullava il trattato di Uccialli, l'Italia riconobbe l'indipendenza dell'impero d'Abissinia e quest'ultimo riconobbe la colonia italiana d'Eritrea. Durante il dominio italiano, specie negli anni trenta, l'Eritrea fu la colonia maggiormente ammodernata: furono costruiti migliaia di km di strade, ponti, la ferrovia Massaua - Asmara (iniziata già alla fine dell'Ottocento), le città furono sistemate anche con la creazione di numerosi quartieri in stile razionalista, specialmente Asmara ha tuttora un aspetto di Italia primi '900. è stata rimossa la monumentale teleferica che permetteva il rifornimento di Asmara dal mare, trasferita in India dall'amministrazione britannica (forse era ancora funzionante nel 2000). Bisogna sottolineare che l'Eritrea, rispetto all'Etiopia e alla Somalia Italiana, fu la colonia con la più forte presenza di italiani. Infatti nel censimento del 1939 solo ad Asmara furono censiti 53.000 Italiani su una popolazione totale di 98.000 abitanti.

Il 5 dicembre 1934, avvenne l'incidente di Ual-Ual tra Somalia italiana ed Etiopia, che fornì il pretesto al regime fascista per aggredire l'Abissinia, partendo il 3 ottobre 1935 dalle basi dell'Eritrea. L'Abissinia venne conquistata il 5 maggio e il 9 maggio tutte le colonie italiane del Corno d'Africa furono unificate da Mussolini nella cosiddetta Africa Orientale Italiana (AOI) e l'Eritrea italiana entrò a far parte dell'Africa Orientale Italiana sotto un Governatore con sede ad Asmara ed un territorio ampliato - come compenso per l'aiuto nella conquista dell'Etiopia, dato al Regno d'Italia da parte di oltre 60.000 Ascari eritrei.

Il dominio Italiano cessò nella primavera del 1941, l'Eritrea venne occupata da un esercito britannico a seguito della Battaglia di Cheren. Dopo il 1941, per i quasi 100.000 Italiani della comunità italiana dell'Eritrea iniziò un periodo difficile che porterà alla loro quasi totale scomparsa in pochi decenni. L'Eritrea rimase sotto occupazione militare alleata fino al 1947 e divenne un protettorato britannico fino al 1952, quando le Nazioni Unite la dichiareranno federata con l'Impero etiope.

Nel 1962 l'Etiopia ridusse l'Eritrea a semplice provincia, provocando un'insurrezione indipendentista; il Fronte popolare per la liberazione dell'Eritrea (FPLE), marxista, divenne la forza principale della lotta. Negli anni '70 i regime imperiale Etiope venne rovesciato da uno marxista (il DERG) e la lotta tra Etiopi ed eritrei divenne ancora più' feroce. Testimoni (di parte – sia chiaro) asseriscono che le forze etiopi abbatterono TUTTI gli alberi, per impedire agli eritrei di nascondersi. La lotta per l'indipendenza ebbe fine nel 1991, quando il Fronte di Liberazione del Popolo Eritreo scacciò l'esercito etiope fuori dei confini eritrei, e si unì agli altri movimenti etiopi di resistenza per rovesciare la dittatura del DERG che cadde nello stesso anno. Due anni dopo venne indetto un referendum, con la supervisione della missione delle Nazioni Unite denominata UNOVER. Al suffragio universale parteciparono sia le popolazioni residenti in Eritrea che quelle rifugiate in altre nazioni africane dopo la diaspora, ed in esso si decise se l'Eritrea dovesse essere un paese indipendente o dovesse mantenere la federazione con l'Etiopia.

Come detto malgrado l'indipendenza (ed a seguito del fatto che il paese ha subito una radicale involuzione autoritaria) non esistono in Eritrea attività economiche che non siano quelle ex italiane sopravvissute alle varie nazionalizzazioni. Una guerra con l'Etiopia, scoppiata nel 1998, si è conclusa nel dicembre 2000 con un altissimo numero di vittime, lasciando ancora irrisolte le dispute di confine tra i due Stati. Nel paese sono presenti molti mercenari (soprattutto dall'area ex URSS).


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permalink | inviato da albertolupi il 16/5/2010 alle 21:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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